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Il 4 settembre il dibattito sull'economia carceraria

Sabato 4 settembre 2021 alle ore 18.30 si terrà, presso il “Salotto Tevere”, il Lungotevere Ripa 6, un dibattito sul tema “L’economia carceraria come strumento di coesione e sviluppo del territorio”, promosso dall’Isola Solidale, dalla Cooperativa CO.R.R.I. e da Semi di Libertà onlus.

Parteciperanno la presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi, il vicecapo di gabinetto della Regione Lazio Maurizio Veloccia, la garante dei diritti delle persone private della libertà personali di Roma Capitale Gabriella Stramaccioni, il garante delle persone private della libertà della Regione Lazio Stefano Anastasìa, il presidente dell’Isola Solidale Andrea Valeriani, il presidente della cooperativa CO.R.R.I. Alessandro Pinna e il vice presidente di Semi di Libertà onlus Oscar La Rosa.

Nell’ambito di questo appuntamento, presso la stessa location, si terrà nei giorni 3, 4 e 5 settembre anche una mostra mercato in cui verranno fatti conoscere e assaggiare i prodotti dell’Economia Carceraria realizzati dalla Cooperativa CO.R.R.I.

«La nostra realtà – dichiara Andrea Valeriani, presidente dell’Isola Solidale – si occupa di recuperare le persone detenute o ex detenute, dando loro non soltanto un alloggio e un posto dove stare, ma soprattutto cercando di creare le condizioni affinché possano riappropriarsi definitivamente della propria vita grazie all’acquisizione di nuove competenze e capacità. Da questo punto di vista l’economia carceraria è un elemento molto importante proprio perché permette non soltanto un sostentamento economico ma anche la possibilità di trovare una professione e un lavoro, elemento fondamentale per un pieno reintegro della persona detenuta nella società».

«Questa iniziativa - commenta Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio Roma I Centro - è una grande occasione per dimostrare come le forme di pena alternativa oltre ad avere una ricaduta positiva sulle recidive possono averla anche da un punto di vista economico. Sono oltre 15 mila le persone detenute alle dipendenze di privati o enti pubblici. Numeri fortunatamente in crescita che chiedono alle istituzioni un salto di qualità a partire dal recupero del patrimonio pubblico inutilizzato da mettere a disposizione per finalità sociali tra le quali potrebbe rientrare, ad esempio, la vendita di prodotti frutto del lavoro delle persone detenute».